Via la plastica da tutte le scuole

Non si erano mai vist gli studenti scendere in piazza per ottenere una nuova "materia" scolastica. Al massimo si protestava per i riscaldamenti rotti....

Ultimo aggiornamento:25/10/2021 10:53:58

Non si erano mai vist gli studenti scendere in piazza per ottenere una nuova "materia" scolastica. Al massimo si protestava per i riscaldamenti rotti. Ma proprio il riscaldamento globale e gli altri innegabili danni all'ambiente operati dall'uomo, hanno spinto gli studenti di tutto il mondo ad aderire agli scioperi in favore del clima ispirati da Greta Thunberg. E, altro fatto storico, persino con la benedizione del ministro dell'Istruzione: l'allora in carica Lorenzo Fioramonti, appena insediatosi il governo Conte 2, fece installare sulla facciata di viale Trastevere uno striscione dal titolo eloquente, "Istruzione, No Estinzione", e invitò le scuole a considerare giustificati gli studenti partecipanti a uno degli imminenti Fridays for Future.
 

Da queste premesse, non poteva che scaturire un coinvolgimento anche della Scuola nella partita della sostenibilità ambientale. Che era già stato preparato dal predecessore Marco Bussetti, che la fece includere tra gli ambiti di intervento della risorta educazione civica: un'ora a settimana obbligatoria, con tanto di valutazione a fine anno in pagella, da dedicare alla "conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell'Unione europea per sostanziare, in particolare, la  condivisione e la promozione dei principi di legalità, cittadinanza  attiva  e digitale, sostenibilità  ambientale  e  diritto  alla  salute  e  al benessere della persona". Così recita la legge 92/2019 che stabilisce l'inizio della misura per l'anno scolastico 2020/2021. Già proprio quello post prima ondata della pandemia.


Tra misure anti Covid-19, didattica a distanza, chiusure e riaperture variabili come il meteo in Inghilterra, c'erano tutti gli ingredienti per far cadere nel dimenticatoio l'educazione civica, e con essa l'educazione ambientale. Tutto sommato le cose non sono andate così male e anzi, l'anno scolastico appena iniziato potrebbe essere quello della consacrazione, grazie a "RiGenerazione Scuola", il Piano per la transizione ecologica e culturale delle scuole presentato lo scorso giugno dal ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi e della sottosegretaria Barbara Floridia.


Secondo una rilevazione svolta da Skuola.net al termine dell'anno scolastico, solo al 27% degli studenti non erano state offerte lezioni teoriche sulla sostenibilità ambientale e sulla cura del Pianeta. Gli oltre 1.800 studenti di medie e superiori intervistati hanno infatti spiegato che, in questi casi, i docenti avevano privilegiato altri argomenti tra quelli previsti dalle linee guida ministeriali. Anche perché non esiste "il prof di educazione civica": a inizio anno il consiglio di classe divide l'incombenza sui vari docenti che lo compongono in funzione delle rispettive aree di competenza. Quindi la sostenibilità ambientale può rischiare, almeno sulla carta, di rimanere fuori dall'educazione civica. Un paradosso se si considera che il 40% degli studenti ritiene sia fondamentale svolgere lezioni scolastiche per aumentare la consapevolezza sui temi della sostenibilità ambientale.

A cui si aggiunge un ulteriore 46% che lo reputa comunque molto importante. Forse perché ormai la sostenibilità ambientale è parte integrante delle abitudini delle famiglie con figli adolescenti: in 7 casi su 10 tutti i componenti del nucleo sono impegnati nella raccolta differenziata, nel ridurre i consumi di energia elettrica o di acqua, e via dicendo. È comunque innegabile che le scuole si siano schierate già da tempo dalla parte dell'ambiente: l'89% degli studenti intervistati ha dichiarato che nella propria scuola si incentivano comportamenti eco-friendly come la raccolta differenziata o la riduzione del consumo di plastica monouso. Non si potrà quindi che fare meglio con il piano "RiGenerazione Scuola".


Secondo la sottosegretaria Floridia "è previsto più di un miliardo di investimenti e la realizzazione di 200 scuole nuove a efficienza energetica". La transizione ecologica e culturale della scuola sarà fondata su quattro pilastri: la rigenerazione dei saperi, ovvero che cosa si impara a scuola; la rigenerazione delle infrastrutture, con la costruzione di edifici innovativi e la creazione di nuovi ambienti di apprendimento; la rigenerazione dei comportamenti, con l'acquisizione di buone abitudini nel rispetto dell'ambiente anche a scuola; la rigenerazione delle opportunità, ovvero indirizzi scolastici caratterizzati da percorsi formativi che guardano ai temi dell'ecologia e della sostenibilità. Fra i vari obiettivi dichiarati, quello di trasformare tutte le scuole in zone #plasticfree, di prevedere solo distributori di cibi e bevande sostenibili, favorire l'impiego di prodotti a Km0 nelle mense e di sviluppare una mobilità dolce intorno alle scuole con pedibus e ciclovie. Tenendo conto del sempre maggiore potere di condizionamento che la Generazione Z, gli attuali adolescenti, dimostrano di avere nei confronti dei propri genitori, dalla Scuola potrebbe davvero partire un cambiamento che investe tutto il paese.

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