Superbonus 110%, dal 1° luglio in vigore ecobonus e sismabonus potenziati

26/06/2020 – Tra qualche giorno il Superbonus diventa operativo. Dal 1° luglio 2020 sarà possibile iniziare i lavori di effic...

Ultimo aggiornamento:26/06/2020 09:11:09

26/06/2020 – Tra qualche giorno il Superbonus diventa operativo. Dal 1° luglio 2020 sarà possibile iniziare i lavori di efficientamento energetico e messa in sicurezza antisismica che usufruiscono della detrazione maggiorata, ma le regole potrebbero cambiare in itinere.
 
I meccanismi del Superbonus sono regolati dal Decreto Rilancio (DL 34/2020), che non è ancora stato convertito in legge. Gli schieramenti politici hanno però presentato una serie di emendamenti per ampliare la portata delle detrazioni e rendere più semplice ottenerle.
 

Superbonus 110%, come funziona

L’obiettivo del Superbonus è concedere una detrazione maggiore agli interventi in grado di raggiungere un risparmio energetico significativo e la sicurezza dal punto di vista statico. È infatti riconosciuta una detrazione fiscale del 110% agli interventi di isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernali in condominio e nelle singole unità immobiliari e messa in sicurezza antisismica.
 
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Ci sono poi una serie di interventi secondari e meno impattanti che, se realizzati congiuntamente isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernali e messa in sicurezza antisismica, danno diritto alla detrazione maggiorata al 110%. Si tratta dei lavori che già accedono all’ecobonus tradizionale, dell’installazione di impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e colonnine di ricarica per i veicoli elettrici.
Dato che uno dei problemi che frena l’avvio dei lavori è la mancanza di liquidità, ai contribuenti sono riconosciute una serie di possibilità: oltre a fruire direttamente della detrazione, possono utilizzare il corrispondente ammontare come credito di imposta, ed eventualmente cederlo a imprese, banche e intermediari finanziari, o chiedere lo sconto in fattura all’impresa che realizza i lavori.
 

Superbonus 110%, le barriere per il decollo

Il Superbonus, pensato per avere un dirompente effetto anticiclico, potrebbe rimanere invischiato in questioni pratiche che, se risolte si trasformerebbero in opportunità.

Il termine per la conversione in legge scade il 19 luglio. Da questa data decorrono poi i 30 giorni a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per l’emanazione delle circolari esplicative. Si presume quindi che i lavori non inizieranno il 1° luglio, perché gli interessati attenderanno la definizione di regole certe. 

L'’incertezza sulle regole cui attenersi potrebbe trasformarsi in un'occasione di miglioramento. Il DL 34/2020 non è ancora stato convertito in legge e, come già detto, potrebbe essere modificato. Il Superbonus, per esempio, potrebbe essere esteso a tutte le seconde case, mentre al momento gli edifici unifamiliari sono esclusi dalle agevolazioni per l’efficientamento energetico e possono ottenere solo il superbonus per la messa in sicurezza antisismica. Cambiamenti che potrebbero addirittura aumentare le opportunità di lavoro per professionisti e imprese.

Un aspetto che potrebbe disincentivare l’avvio dei lavori è l’obbligo di ottenere un miglioramento della prestazione energetica degli edifici di almeno due classi o, se impossibile, il conseguimento della classe energetica più alta. I progressi devono essere dimostrati con un Attestato di prestazione energetica (APE). Nel caso in cui non si conosca la classe energetica dell’edificio, bisognerebbe redigere un APE prima di progettare l’intervento, quindi sostenere un costo per poi magari decidere di non voler affrontare un cantiere troppo invasivo. D'altro canto, però, la proposta di estendere la durata del Superbonus al 31 dicembre 2022 potrebbe offrire il tempo necessario per deliberare ed effettuare gli interventi.


Professionisti e imprese potrebbero non essere così entusiasti di seguire i lavori agevolati col Superbonus. Ai professionisti è infatti chiesto di asseverare la congruità delle spese sostenute in relazione all’agevolazione ottenuta, ma non sono fornite altre indicazioni. Una delle ipotesi in campo è quella di prendere come riferimento il prezzario della Regione in cui si trova l’immobile da riqualificare, ma si creerebbero differenze sul territorio, col rischio di contenziosi. Le imprese, invece, sono chiamate a concedere lo sconto in fattura, ma potrebbero non avere la liquidità o la capienza fiscale necessaria. Anche in questo caso, sono allo studio del Parlamento proposte per rendere queste opzioni più elastiche e convenienti.
 
Lo stesso discorso vale per le banche, che dovrebbero accettare, secondo modalità da definire, il credito di imposta corrispondente alla detrazione fiscale. Le proposte di emendamenti mirano a velocizzare questo meccanismo perchè possa incoraggiare anche i contribuenti più dubbiosi.
 

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