Sblocca Cantieri, chi non paga i subappaltatori sarà escluso dalle gare

15/05/2019 – Escludere dalle gare chi, in precedenti appalti, ha tenuto comportamenti scorretti con la Stazione Appaltante e ...

Ultimo aggiornamento:15/05/2019 08:49:33

15/05/2019 – Escludere dalle gare chi, in precedenti appalti, ha tenuto comportamenti scorretti con la Stazione Appaltante e i subappaltatori. È l’obiettivo di un emendamento, anticipato da Public Policy, messo a punto durante la conversione in legge del decreto Sblocca Cantieri.
 

Sblocca Cantieri, aumenteranno le cause di esclusione

Se i contenuti della proposta dovessero essere confermati, nel Codice Appalti (D.lgs. 50/2016) sarà inserita una nuova causa di esclusione, che colpirà le imprese affidatarie che siano risultate inadempienti non solo nei confronti di altre stazioni appaltanti, ma anche nei confronti dei subappaltatori nominati in precedenti gare.
 
L’inadempimento dell’impresa partecipante alla gara dovrà essere non contestato o accertato con sentenza passata in giudicato. “La prassi dimostra che le cause del rallentamento della realizzazione delle opere siano da individuare anche nella circostanza che le imprese affidatarie si aggiudicano un appalto a prezzi troppo bassi, nominando un subappaltatore per l’esecuzione dei lavori, servizi o forniture, ma poi non corrispondono a quest’ultimo il corrispettivo per l’attività espletata” spiega la relazione illustrativa della bozza di emendamento anticipata da Public Policy.
 
La proposta mira a tutelare i subappaltatori, spesso Pmi che possono subire danni considerevoli a causa di un mancato pagamento.
 

Sblocca cantieri, le altre modifiche in bilico al Codice Appalti

Lo Sblocca Cantieri porterà una serie di novità nella normativa sui contratti pubblici. Potrebbe essere reintrodotto l’incentivo del 2% sulle attività di progettazione svolte dai dipendenti pubblici, anche se sembra che il Governo abbia fatto marcia indietro dopo le numerose proteste delle associazioni rappresentative dei liberi professionisti.
 
Il limite del subappalto potrebbe essere fissato al 40% del valore dei lavori.
 
Potrebbero essere riviste le soglie per la scelta delle procedure di gara. Uno degli emendamenti allo studio propone  l’affidamento diretto, previa consultazione di 3 operatori, per le gare di importo compreso tra 40mila e 150mila euro; la procedura negoziata, previa consultazione di 10 operatori per i lavori e 5 per i servizi, nelle gare di importo compreso tra 150mila e 350mila euro; la procedura negoziata, previa consultazione di 15 operatori, per le gare di importo compreso tra 350mila euro e un milione di euro; la procedura ordinaria per importi superiori a un milione. Il decreto legge (DL 32/2019) prevede invece la procedura negoziata, previa consultazione di 3 operatori, fino a 200mila euro e, oltre questa soglia, le procedure ordinarie.
 
Nelle gare di importo superiore a 200 mila euro per i lavori e 100mila euro per i servizi, il vincitore dovrà versare al Fondo “Salva Cantieri” lo 0,2% del valore del ribasso offerto. Il Fondo consentirebbe di anticipare una gran parte dei crediti vantati in casi di mancati pagamenti per crisi di impresa. 
 

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