Nel 2026 brindisi a zero emissioni con il primo barolo vendemmiato senza CO2

La prima bottiglia di barolo a zero emissioni si potrà stappare nel 2026. E sarà una bottiglia del Cru La Rosa di Fontanafredda, azienda che la famigl...

Ultimo aggiornamento:23/09/2021 07:47:58

La prima bottiglia di barolo a zero emissioni si potrà stappare nel 2026. E sarà una bottiglia del Cru La Rosa di Fontanafredda, azienda che la famiglia Farinetti ha acquistato dal Monte dei Paschi di Siena nel 2008. Un cammino iniziato per gradi, prima con la trasformazione di 120 ettari in vigneti biologici. Processo che lo storico marchio piemontese di Serralunga d’Alba, tenuta fondata nel 1858 da Vittorio Emanuele II, primo Re d’Italia, per donarla all’amata Rosa Vercellana detta la “Bela Rosin”, sta cercando di esportare tra i 285 conferenti d’uva. “Alcuni si sono già convertiti, altri hanno intrapreso la strada”, racconta Andrea Farinetti, uno dei tre figlio di Oscar, che segue tutto il settore vitivinicolo della famiglia. 

Ora nel cuore delle Langhe, decretato Patrimonio dell’Unesco, si tenta un salto ulteriore: trasformare il vino in “vino verde”, rendendolo il più sostenibile possibile. Una vendemmia senza CO2 si realizza iniziando ad usare trattori che non producano emissioni. Un motore studiato e sperimentato a Fondanafredda con mezzi cingolati da vigneto: i due New Holland Tk Methane Power saranno alimentati a biometano. A livello di performance non hanno nulla a cui invidiare ai mezzi diesel: la stessa coppia di potenza e i 75 cavalli permettono ai mezzi di salire e scendere in maniera agevole tra i pendii dei filari de La Rosa, da cui nasce un Barolo entrato nella Top 100 di Wine Spectator.

Rispetto al diesel, però, i livelli di emissioni sono differenti: Il biometano produce il 99% di particolato in meno, riduce le emissioni di CO2 del 10% e le emissioni complessive dell’80%, consentendo di raggiungere emissioni di CO2 prossime allo zero. Impronta ecologica garantita: il biometano che alimenta il motore prodotto da Fpt Industrial non è di derivazione fossile, ma è ottenuto tramite un processo di digestione anaerobica di residui agricoli.

La mobilità sostenibile è solo uno degli elementi di quello che Farinetti definisce come il “Rinascimento Verde” che deve mettere al centro la terra: tra le cantine della tenuta, attraverso le bottaie, i muletti sono tutti a trazione elettrica. «Il trattore a biometano e i muletti sono solo un esempio di quello che si può fare. È il momento di rimettersi in discussione e puntare a diventare sostenibili al 100%, andando a guardare tutti gli aspetti, guardando quello che si può già cambiare. Una forma di rispetto per la terra che è poi una forma di rispetto anche per l’uomo: sono convinto che il vino possa diventare un importante strumento sociale e di comunicazione di questo cambiamento verde», ha raccontato Farinetti alla Festa della Vendemmia 2021. 

Per il settore, dopo i condizionamenti del Covid, si spera che il 2021 segni il ritorno alla normalità. Una normalità che non può che passare dalla sostenibilità. Pensi al vino e i primi elementi che vengono in mente sono la bottiglia e i tappi per la chiusura. Il vetro usato è per il 49% da vetro riciclato e riutilizzabile all’infinito. Anche le chiusure rispettano l’ambiente. I tappi sono quelli in monopezzi in sughero Molinas di origine naturale, realizzati senza alcun trattamento e raccolti nel rispetto delle piante, della natura e della biodiversità da foreste di sughero con certificazione CoC, catena di custodia. La certificazione CoC è il  livello propedeutico alla prossima certificazione Fsc, che garantisce l’uso in maniera sostenibile delle foreste.

Fontanafredda produce 7 milioni di bottiglie ogni anno, di cui 2,5 milioni di barolo. Non usa solo il sughero per le chiusure. A Serralunga si sono prima sperimentati e poi utilizzati tappi alternativi messi a punto dal gruppo veneto Vinventions. Con la Green Line si ottengono tappi di origine vegetale, marchiati Nomacorc, riciclabili e sostenibili. Sono realizzati con materie prime derivate dalla canna da zucchero. I primi al mondo con emissioni di carbonio pari a zero. “Sono chiusure al 100% riciclabili - racconta Antonino La Placa, direttore commerciale Vinventions - realizzate con biopolimeri ottenuti a partire dall’etanolo ricavato da canna da zucchero brasiliana. Anche le piantagioni sono coltivate in maniera ecoresponsabile e viene assicurata la protezione della biodiversità”.

Una chiusura che fa storcere il naso ai puristi del sughero? Con Nomacorc si controlla esattamente, quasi in modo scientifico, il passaggio di ossigeno, potendo così tenere bassi o annullando i livelli di solfiti nelle bottiglie, controllando l’affinamento. Non solo. Con le chiusure da canna da zucchero si evitano gli scarti: eliminato per sempre il problema di sapore di tappo che può colpire il 2-3% di una produzione. “E non si spreca solo il vino, ma i 1.500 litri di acqua, tra coltivazione e produzione, che in media si usano per creare una sola bottiglia”, racconta La Placa. Esistono poi chiusure da economia circolare, ribattezzate Blue Line. Per farle si usa la plastica riciclata “che attraverso un processo particolare di pirolisi - spiega La Placa - può tornare ad essere utilizzata a contatto con gli alimenti. In questo modo trasformiamo la plastica in una fonte rinnovabile”. L’obiettivo della Vinventions, che vende 2,8 miliardi di tappi nel mondo, è di riuscire ad arrivare nel 2030 ad avere solo chiusure al 100% rinnovabili, biodegradabili e circolari. 

L’attenzione alla sostenibilità riguarda anche l’uso della carta e del cartone per il packaging Fontanafredda: le etichette Eurostampa impiegate per le bottiglie sono realizzate con carte riciclate e carte certificate Fsc, così come i cartoni che proteggono i vini. L’altro aspetto centrale del vino, per paradosso, è l’acqua. L’obiettivo è contenerne lo spreco, favorendo il riutilizzo: nella tenuta di Serralunga il sistema è dotato di fitodepuratore per essere filtrate e immesse nel lago da dove poi sono riutilizzare e immesse di nuovo nel ciclo. Ultimo tassello è l’energia. È in corso la sostituzione dei punti luce delle immense cantine, grazie alla collaborazione con la società Sea del gruppo Eni, con l’inserimento di sensori intelligenti per arrivare ad un risparmio del 30% in bolletta. Nel 2022 sarà poi realizzato un impianto di cogenerazione e teleriscaldamento che servirà tutto il villaggio Fontanafredda dove lavorano, e in piccola parte vivono, 170 persone. 

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