Ecobonus, in scadenza la comunicazione per la cessione del credito 2018

11/07/2019 – Ancora due giorni a disposizione per trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati della cessione del credito per...

Ultimo aggiornamento:11/07/2019 09:17:37

11/07/2019 – Ancora due giorni a disposizione per trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati della cessione del credito per le spese di riqualificazione energetica effettuate nel 2018 sulle singole unità immobiliari.
 
Domani, infatti, è l’ultimo giorno per farlo, come ha ricordato l’Agenzia tramite la posta di FiscoOggi.
 

Ecobonus, i dati di cessione del credito per le unità singole

La scadenza riguarda i dati relativi al credito ceduto corrispondente esclusivamente alla detrazione per le spese effettuate su singole unità immobiliari e sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018 per gli interventi di risparmio energetico “qualificato”, ossia quelli agevolati al 50% e 65% sulle singole unità.
 
A regime, la trasmissione delle informazioni relative alla cessione del credito deve essere fatta entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese. Solo per le spese sostenute nel 2018, invece, occorre dare comunicazione alle Entrate entro il 12 luglio.
 
Regole, tempi e misure diverse sono previste, invece, per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali.
 

Ecobonus e cessione: come eseguire la trasmissione

La comunicazione può essere fatta tramite i servizi telematici disponibili nell’area riservata del sito dell’Agenzia: Entratel e Fisconline. In questo caso occorre indicare la denominazione e il codice fiscale del cedente, il tipo di intervento effettuato, l’importo complessivo della spesa sostenuta e del credito cedibile, l’anno di sostenimento della spesa.
 
Inoltre, bisogna riportare i dati catastali dell’immobile oggetto di intervento di riqualificazione energetica, la denominazione e il codice fiscale del cessionario, la data di cessione del credito, l’accettazione dello stesso da parte del cessionario e l’ammontare del credito ceduto.
 
L’Agenzia ricorda che è possibile anche presentare la comunicazione direttamente agli uffici territoriali, utilizzando l’apposito modello. Il modulo può anche essere inviato tramite Posta elettronica certificata (Pec), sottoscritto con firma digitale o autografa, ma in quest’ultimo caso, va allegato un documento d’identità del firmatario.
 

Ecobonus e cessione del credito: cosa succede in caso di mancato invio

Il mancato invio della comunicazione rende inefficace la cessione del credito. Per questo è importante che il cessionario verifichi che nel proprio “Cassetto fiscale” che il credito d’imposta gli è stato attribuito: nella propria area riservata, infatti, sono visibili le informazioni sull’accettazione del credito, dopo la quale egli potrà utilizzarlo.
 
Con le stesse funzionalità, nell’area riservata del cedente sono rese visibili le informazioni sull’accettazione del credito da parte del cessionario.
 
Se il fornitore non cede il credito ricevuto, totalmente o parzialmente, l’importo va ripartito in 10 quote annuali di pari importo e deve essere utilizzato in compensazione con il modello F24, da inviare esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia.
 

Ecobonus: come funziona la cessione del credito

Ricordiamo che Dal 1º gennaio 2018, i contribuenti beneficiari dell’ecobonus su singole unità immobiliari possono cedere il credito d’imposta che corrisponde alla detrazione spettante. La cessione può essere fatta al fornitore che ha effettuato gli interventi oppure ad “altri soggetti privati”, ossia persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti, diversi dai fornitori, collegati comunque al rapporto che ha dato origine alla detrazione. 
 
Possono cedere il credito i contribuenti Irpef e Ires, beneficiari dell’ecobonus. Gli “incapienti”, ossia pensionati, lavoratori dipendenti o lavoratori autonomi che hanno una imposta annua dovuta inferiore alle detrazioni spettanti da lavoro dipendente possono cedere il credito anche a banche e a intermediari finanziari.
 
Al contrario i “capienti”, ossia i contribuenti che possono fruire della detrazione in quanto tenuti al versamento delle imposte, non possono farlo verso istituti di credito e intermediari finanziari. Per entrambi, comunque, la cessione non può essere fatta nei confronti della PA.
 

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