Coronavirus, Inail: 'del contagio sul lavoro non è automaticamente responsabile l'azienda'

21/05/2020 – Il contagio da Covid, anche se riconosciuto come infortunio sul lavoro dal punto di vista della tutela assicurat...

Ultimo aggiornamento:21/05/2020 14:31:56

21/05/2020 – Il contagio da Covid, anche se riconosciuto come infortunio sul lavoro dal punto di vista della tutela assicurativa, non implica automaticamente la responsabilità dei soggetti predisposti al controllo come il datore di lavoro.
 
A precisarlo l’Inail nella Circolare 22/2020 in cui spiega il senso dell’equiparazione tra contagio covid e infortunio sul lavoro prevista dall’articolo 42, comma 2 del Dl Cura Italia che aveva sollevato malumori tra i soggetti coinvolti nella sicurezza sul lavoro.
 

Coronavirus, Inail: nessuna colpa per chi rispetta i protocolli

La Circolare sottolinea che il riconoscimento dell’origine professionale del contagio si fonda, per l’Inail, su un giudizio di ragionevole probabilità ed “è totalmente avulso da ogni valutazione in ordine alla imputabilità di eventuali comportamenti omissivi in capo al datore di lavoro che possano essere stati causa del contagio”.
 
L’Inail precisa che “la responsabilità del datore di lavoro è ipotizzabile solo in caso di violazione della legge o di obblighi derivanti dalle conoscenze sperimentali o tecniche, che nel caso dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, si possono rinvenire nei protocolli e nelle linee guida governativi e regionali”.
 
Il rispetto delle misure di contenimento, quindi, è sufficiente a escludere la responsabilità del datore di lavoro ma non esime l’Inail dalla tutela infortunistica. Di conseguenza, l’ammissione alla tutela dell’Istituto non ha alcun rilievo in sede penale e civile.
   

Sicurezza, Ance: ‘bene chiarimento coronavirus, ora modificare norma’

Il chiarimento dell’Inail soddisfa l’Ance che sottolinea come “la circolare escluda in maniera netta profili di responsabilità civile e penale del datore di lavoro nel contagio da Covid 19 a meno che non ci sia una violazione della legge o di obblighi derivanti dalle conoscenze sperimentali o tecniche”.
 
Chiede, però, che “sia corretta la norma inserita nel DL Cura Italia che sembrerebbe lasciare aperta la possibilità che l’imprenditore possa essere chiamato a rispondere penalmente ed economicamente in caso di contagio di un proprio dipendente.”
 
Il Presidente dell’Ance Gabriele Buia ha dichiarato: “Il nostro settore ha firmato già a marzo per primo un protocollo sulla sicurezza al quale ne sono seguiti altri due proprio per garantire ai propri lavoratori la massima tutela: abnorme pensare che i rischi di contagio possano essere scaricati sulle spalle di chi fa impresa e rispetta le regole”.
 

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