Coronavirus, il CNI chiede a Inarcassa misure celeri e snelle

31/03/2020 – Garantire a tutti i professionisti iscritti ad Inarcassa provvedimenti celeri senza lunghe procedure burocratich...

Ultimo aggiornamento:31/03/2020 18:31:14

31/03/2020 – Garantire a tutti i professionisti iscritti ad Inarcassa provvedimenti celeri senza lunghe procedure burocratiche per far fronte alla crisi finanziaria dovuta al coronavirus.
 
Questa la richiesta del Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI) contenuta nella lettera, firmata dal Presidente Armando Zambrano, indirizzata al Presidente Inarcassa.
 

Emergenza coronavirus, CNI chiede a Inarcassa meno burocrazia

Il CNI, pur accogliendo con favore le prime iniziative a favore degli iscritti, chiede ad Inarcassa di riconsiderare il pacchetto di proposte suggerito dagli Ingegneri, soprattutto alla luce dell’aggravarsi progressivo della crisi economica che sta già fortemente colpendo gli iscritti.
 
Il CNI nella lettera suggerisce alcuni punti di ordine pratico, come la riduzioneal minimo delle procedure burocratiche per l’accesso ai benefici già deliberati, specie per ciò che concerne le famiglie colpite da virus Covid-19. Basterebbero le dichiarazioni di responsabilità da parte degli iscritti, con ovvia facoltà di Inarcassa di verificare, successivamente, la rispondenza al vero ed adottare i provvedimenti conseguenti.
 
Inoltre, il CNI chiede il rinvio dei termini di pagamento dei contributi operativo da subito, senza necessità di ulteriori autorizzazioni. Ad esempio, il rilascio della certificazione della regolarità contributiva a sanatoria deve valere non solo nel caso delle rateazioni applicate dall’Agenzia delle Entrate e già quindi concesse, ma indistintamente, con le garanzie del caso, per tutti gli iscritti che in questo momento non sono in regola con i versamenti contributivi. e verso i quali Inarcassa vanta un credito.
   

Cronavirus, CNI: più risorse per gli iscritti

Per quanto riguarda il bando per l’accesso al finanziamento nei limiti di euro 50.000, il CNI auspica che non vengano fissati nel Bando condizioni troppo restrittive, tali da vanificare nella sostanza il provvedimento, che, invece, dovrebbe essere aperto a tutti i colleghi in difficoltà.
 
Per questo, tenendo conto delle presumibili notevoli richieste, il CNI chiede di valutare la possibilità di un aumento della somma totale messa a disposizione e di prevedere la restituzione del capitale in un periodo più lungo, indicativamente dieci anni.
 
Infine, il CNI chiede ad Inarcassa una riflessione sullo stanziamento aggiuntivo di euro 100.000.000 deliberato dal Consiglio di Amministrazione e per il quale vi è necessità di una valutazione del Comitato Nazionale dei delegati e di una richiesta di autorizzazione da parte dei Ministeri vigilanti. Il timore del Consiglio Nazionale è che i tempi di consultazione non siano compatibili con l’emergenza attuale.
 
Si suggerisce, pertanto, che vengano attivati da Inarcassa i contatti con le Autorità Governative per ottenere in tempi brevi l’autorizzazione a procedere nell’erogazione del sussidio, anche in deroga alle normali procedure.
   

Emergenza Coronavirus, alleanza Inarcassa e Ordini

Il CNI chiude la lettera sottolineando l’opportunità di condividere, da subito, con il CdA di Inarcassa e con il Consiglio Nazionale Architetti PPC, non solo idee e proposte da presentare alla controparte politica, ma anche un’alleanza per sostenere con maggiore forza le richieste di misure che sostengano i professionisti, soprattutto quelli che rischiano una condizione di marginalità nel mercato nella fase post-emergenza, che sarà quella più dura in cui servirà concentrare le risorse su pochi ma sostanziali interventi.

Le professioni oridinistiche unite, infatti, hanno già ottenuto dal Governo, un provvedimento che assicuri anche ai professionisti iscritti alle Casse di Previdenza private l’indennizzo di 600 euro.

Il Coronavirus cambia le nostre abitudini e ridefinisce tempi e strumenti del nostro lavoro. Come si stanno modificando le attività dei progettisti? Cosa non riusciamo a fare e cosa, invece, facciamo meglio? PARTECIPA AL SONDAGGIO
 

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